Basket Seregno

Il valore di stare 4 giorni insieme

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Finalmente, dopo due anni di bolle, ipotesi di ripresa, sogni frantumati, annullamenti e rinunce, è arrivato il tempo di andare a giocare un bel torneo di Pasqua a Cesenatico.

Diamo i numeri!!???

  • 7 squadre
  • 98 ragazzi
  • 7 adulti
  • 6 ore di viaggio in pullman all’andata e 7 ore al ritorno
  • Poche ore di sonno all’attivo
  • Un sacco di km nelle gambe
  • 4 partite al giorno per allenatore – con all’incirca stessa quantità di turni per pasto.

Tutto questo e molto di più “solo” per vederli felici!

Molti dei ragazzi che abbiamo portato al torneo di Cesenatico erano alla loro prima esperienza, per alcuni era la prima volta fuori casa senza genitori o comunque senza familiari, per altri invece un felice ritorno alle vecchie abitudini.

Per molti di loro era la prima volta che condividevano usi – costumi –ritmi – con uno o più, compagni di squadra. Grazie a questa esperienza, oltre a farli giocare a pallacanestro, abbiamo dato loro l’opportunità di misurarsi nella vita con ritmi diversi dai loro, con regole uguali per tutti, con abitudini di altri, probabilmente diverse da quelle usuali. Li abbiamo costretti ad adeguarsi, ad arrangiarsi, a stare con gli altri al meglio delle loro possibilità.

Hanno mangiato a turni prestabiliti quello che c’era, senza possibilità altra di ordinare un menu speciale come al ristorante. Hanno dormito nei letti che avevano, con il cuscino che c’era. Hanno lavato la divisa sperando che asciugasse oppure no, e hanno giocato puzzolenti per 3giorni! Hanno giocato e si sono misurati con la pallacanestro e con ragazzi che provenivano da altre realtà. Sono stati arbitrati da giovani arbitri in formazione, che fuori dal campo erano proprio come loro: dei ragazzi!

E noi?

Noi adulti abbiamo avuto l’opportunità di fare squadra. Di amalgamarci, di fare staff nel migliore dei modi. Devo dire che siamo stati una bella squadra! Inoltre, abbiamo avuto l’occasione di conoscere meglio i nostri atleti. Di fare con loro qualche chiacchiera in più. Avrò sentito chiamare il mio nome non so quanti milioni di volte al giorno: “titty sai dove giochiamo? Titty a che ora è il pullman? Posso andare in bagno? Andiamo al mare? Ci porti a giocare? A che ora si mangia? Giochiamo a Uno?” ecc ecc.

Abbiamo avuto l’opportunità di vederli felici. Abbiamo fatto quelli che giravano per le casette mantenendo un minimo di tolleranza alla trasgressione. Abbiamo accettato che dormissero poco, che girovagassero per il campeggio, che stessero tutti insieme in un bungalow soltanto ma, non abbiamo accettato che mancassero di rispetto a qualcuno o che perdessero di vista il motivo per il quale eravamo lì: giocare a pallacanestro.

 

Il successo nello sport non dipende solo dal talento, da nessuna parte il talento fine a se stesso ti fa vincere. Certo, senza ombra di dubbio il talento aiuta, facilita il raggiungimento del risultato, ma non è tutto. L’idea che se hai talento raggiungi gli obiettivi è decisamente un vero e proprio ostacolo limitante. Quel che serve è la perseveranza! Noi stiamo perseverando, siamo sulla strada giusta, vedremo fin dove arriveremo ma nel frattempo godiamoci questo istante.

 

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